Orchestra Spaziale meets Zappa Frank

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Nell’anno 2000 Giordano Montecchi per la rassegna “Il suono e l’onda” di Reggio Emilia immaginò un omaggio a Frank Zappa e pensò che l’Orchestra Spaziale fosse l’organico giusto per realizzare quell’idea; fu così che nacque il progetto “Orchestra Spaziale meets Zappafrank”. Quando Giordano ci chiese di realizzare il progetto mi resi conto che era l’occasione di affrontare, come mai prima d’ora, le musiche di colui che già dai primi anni della mia formazione musicale è sempre stato un maestro e un punto di riferimento. Si trattò di un grande lavoro di riflessione, selezione, trascrizione e soprattutto di riscrittura e in un certo senso di scoperta, perché arrangiare le musiche altrui è sempre un processo di conoscenza e di approfondimento, anche su ciò che già pensavamo di conoscere bene.


In questo percorso ho cercato quindi non tanto di ricalcare il lavoro del Maestro ma di darne nuova lettura e interpretazione, rispettando e cogliendo per quanto fosse possibile quello che dal mio punto di vista era lo spirito della musica di Zappa. In questo sono stato coadiuvato e aiutato da una compagine di musicisti eccezionali, che hanno fatto molto di più che eseguire degli arrangiamenti; senza il loro apporto creativo e la loro disponibilità nulla avrebbe funzionato così efficacemente come mi sembra sia stato.


Tra il 2000 e il 2005 per l’Orchestra Spaziale ci furono alcune opportunità di replicare lo spettacolo, e in alcune occasioni siamo riusciti ad effettuare qualche registrazione dal vivo. Quelle registrazioni (tutte originariamente su due tracce stereo) oggi sono state restaurate, revisionate, manipolate, tagliate, montate e rimasterizzate. Per alcuni brani sono state utilizzate versioni integrali provenienti da un unico concerto, per altri brani è stato necessario utilizzare versioni di concerti diversi e, seguendo un po’ il criterio che lo stesso Zappa utilizzava per confezionare i propri album, attraverso un’attenta opera di selezione, tagli, montaggio, accostamenti, xenocronia e sovrapposizioni si è arrivati all’attuale versione definitiva. Infine, grazie al formidabile lavoro di missaggio e masterizzazione di Riccardo Nanni, siamo riusciti a realizzare qualcosa di inedito anche per chi già conosceva questo materiale, che ora ha acquistato nuova luce e maggiore brillantezza. La speranza è che questo progetto che tanto avvinse ed emozionò i musicisti a suo tempo coinvolti, possa essere nuovamente condiviso e apprezzato da chi vi prese parte, da chi lo ascoltò allora e soprattutto da chi lo ascolterà oggi per la prima volta.


E’ per me doveroso ringraziare tutti i musicisti che hanno collaborato con l’orchestra, ovviamente anche quelli che non figurano in questo progetto ma che sono stati coinvolti in altri contesti, e tutte le persone che in un modo o in altro hanno sostenuto le attività dell’Orchestra Spaziale, in particolare: Giordano Montecchi, Franco Fabbri, Giovanni Ottolini, Roberto “Ape” Fabbi, Stefano Roffi, Pino Saulo, Emiliano Li Castro, Stefano Scodanibbio, Gastone Mencherini e famiglia, Giancarlo Montorsi, le Officine Musicali di Nonantola, Mario Barrai, Angelo “Agi” Catignani, tutti gli Zappateers, Alessandro Pizzin, Francesco Gentile e tutti i collaboratori del Debra Kadabra, Ale Sordi, Sandro Oliva, Michele Montevecchi e Antonio Cosco del Container Club, Mustafa Cengic, Massimo Simonini, Andrea Tomassetti, Raimondo Rocco, Claudio Lanteri, Enrico Merlin, Tobia Casadei (che è nato proprio mentre il progetto Zappafrank era in piena fase di allestimento). E’ infine importante ricordare due persone che oggi non sono più con noi ma che molto hanno contribuito alla crescita dell’Orchestra Spaziale: uno è Alfredo Impullitti, persona amabile ed eccezionale musicista che ha aderito con entusiasmo, creatività e dedizione alle attività dell’orchestra e nel progetto “Zappafrank” c’è molto del suo talento; l’altro è Mario Zanzani, tra coloro che più hanno creduto nelle potenzialità di questa orchestra, Mario è la persona che con le sue intuizioni e le sue proposte ci ha dato la possibilità di esplorare nuove frontiere, vivere spericolate esperienze e costruire nuove realtà musicali.

Giorgio Casadei

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mastered by Riccardo Nanni at 7_floor groundzero
produced by Marco Dalpane & Riccardo Nanni

Orchestra Spaziale :

Giorgio Casadei arrangiamenti, direzione, chitarra elettrica, basso in “Uncle Meat”

Vincenzo Vasi voce, theremin
Massimo Semprini sax contralto, sax tenore, flauto
Adriano Pancaldi sax tenore, sax soprano
Ivan Valentini sax tenore, sax contralto, sax soprano
Marco Zanardi sax baritono, sax tenore, clarinetto
Daniele Giardina tromba
Manolo Nardi tromba
Mario Gigliotti tromba
Gabriele Buonaccorsi tromba
Federico Tassani trombone
Marina Ciccarelli trombone
Giacomo Montanelli trombone
Alfredo Impullitti pianoforte, tastiere
Marco Dalpane pianoforte, tastiere
Athos Bovi vibrafono, marimba, percussioni
Alessandro Lamborghini chitarra elettrica
Andrea Taravelli basso elettrico
Claudio Trotta batteria
Dencs Daniel Csaba batteria xenocronica in “Uncle Meat”

artwork di copertina Vanni Spazzoli
courtesy L'Ariete Artecontemporanea
design Valentina Nanni | W
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