Venerdì, 04 Marzo 2016 10:45

Caronte

Per presentare Caronte, saccheggio alcuni versi della Gualtieri che sembrano fare proprio al mio caso: “Mi esercito continuamente / mi esercito al niente / fino al mio colore puro”. Come già il mio primo disco Quanta, Caronte rappresenta proprio questo: la ricerca di una purezza, di una schiettezza che, sospetto, solo la solitudine può darmi. Qui non sentirete gli effetti di molti di quei compromessi ritenuti necessari dallʼortodossia musicale; qui non si alletta nessuno alla ricerca spasmodica di un mi piace strappato con soluzioni manieristiche e rassicuranti.
In questo mio nuovo lavoro vi è solo una galleria di suggestioni rimaste a riecheggiare dopo il big-bang del mio universo personale avvenuto nellʼestremo sud: tra Calabria e Sicilia, tra Cosenza e Scicli (RG). Un sud perlopiù Visto da qui,
al telescopio, da lontano, al quale torno a intervalli regolari senza mai riuscire
a fermarmi. Se davvero si vuole abitare per una manciata di minuti questi tredici scorci di un unico paese diviso e unito da una stretta lingua, una lingua di mare, ed esistente in un meta-livello tra realtà, sogno e ricordo, sarò felice di traghettarvi da una sua sponda allʼaltra narrandovene la mitologia. Tuttavia lo farò solo dopo avervi sconsigliato lʼattesa di un sonoro “e vissero felici e contenti” in quanto forse non arriverà: Caronte, che, come me, spero troviate anche voi bello, sapido e stimolante, può essere a tratti eccessivo, a volte fastidioso, addirittura.
In ogni caso, spero risulti sempre chiaro come i brani qui contenuti siano uniformemente agitati da un Fuoco centrale: quello alimentato da suggestioni antiche e lontane
da coniugare con altre quotidiane e vicine. In questo disco venuto alla luce solo dopo aver a lungo atteso la nascita di unʼetichetta dedicata allʼinaudito
e allʼimprobabile discografico, sono ancora distante dal niente della Gualtieri. Continuo ad approssimarmi asintoticamente a esso lavorando a un ulteriore progetto già in cantiere nel quale la mia armonica si emancipa da tutto, finanche da sovraincisioni e dal compromesso con il mio essere a qualche livello polistrumentista. (aa)

Pubblicato in Catalogue

COMUNICATO STAMPA DEL 08/02/2016

Music Talk

Concerti e dialoghi per orecchie curiose

dal 28 febbraio al 24 aprile 2016

Al Museo internazionale e biblioteca della musica
Strada Maggiore, 34 - Bologna - ore 18.30

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti

L’ etichetta discografica a Simple Lunch in collaborazione con il Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna presenta una rassegna di concerti e incontri con il pubblico. Un momento unico per condividere la vivacità di una scena musicale estremamente articolata e vitale.

a Simple Lunch nasce a Bologna nel 2013 grazie a Marco Dalpane e Riccardo Nanni.
E’ un’iniziativa indipendente e autogestita che offre ai musicisti uno strumento agile ed efficace per dare vita alle loro realizzazioni lasciando autonomia e integrità al loro lavoro: è un luogo dove sperimentare nuovi linguaggi e nuovi modi di relazione tra i musicisti e il pubblico.

“In una barca alla deriva nell’oceano come appare oggi l’editoria e soprattutto il mondo del disco, qualcuno ha deciso di prendere in mano i remi con l’energia di chi ha ancora tanti progetti da realizzare...(Giornale della Musica)

Tutti gli artisti coinvolti hanno pubblicato un disco con a Simple Lunch; molti di loro presenteranno il loro lavoro in anteprima. Ogni concerto sarà seguito da un incontro con i musicisti, una rara occasione per incontrare i protagonisti e dialogare con loro.

La rassegna si apre con La Zona, una lettura di Paolo Nori in cui lo scrittore emiliano, accompagnato al pianoforte da Carlo Boccadoro, affronta alcuni dei suoi temi prediletti intrecciando riflessioni sull'infanzia, memoria della Shoah e passione per la letteratura russa. Si prosegue con un duo di casa: Angelo Adamo, all'armonica cromatica, è accompagnato al pianoforte da Marco Dalpane, uno dei fondatori dell'etichetta a Simple Lunch. Sarà un'occasione per ascoltare dei brani dal loro lavoro in duo, ma anche per delle anticipazioni che riguardano il prossimo cd in solo di Adamo, di prossima pubblicazione.
In odore di jazz la prosecuzione che vedrà il 13 marzo Ah Hum - nome che richiama uno dei capolavori usciti dalla penna e dalle corde del leggendario Charles Mingus – con un eclettico Simone Pederzoli al trombone e Alessandro Betti e Matteo Zucconi che, oltre a suonare rispettivamente chitarra e contrabbasso, dilatano le possibilità del trio con l'utilizzo dell'elettronica live. Con la DFB (Daniele Faraotti chitarra elettrica e voce, Ernesto Geldes alla batteria e Enrico Mazzotti al basso) il rock non esita a confrontarsi con le musiche più colte del '900 con riferimenti che vanno da Stravinsky a John Cage, mentre il 3 aprile con Oddities (Alessio Alberghini al sax contralto, Samuele Garau a pianoforte e elettronica, Enrico Degli Antoni al basso, Giuseppe Risitano alla batteria) si torna dalle parti di un sound più urbano, al confine tra funk e jazz.
Le Lost Songs del duo Marta Raviglia (voce) e Simone Sassu (pianoforte, piano preparato, sintetizzatore) ci accompagneranno in un percorso tra melodie riscoperte in vari angoli della musica colta, con canzoni di Erik Satie, Darius Milhaud, Luciano Berio e Kenny Wheeler, distanti eppure uniti dalla coerenza dell'interpretazione dei due. Se con The Shore (Fabio Mina ai flauti, Marco Zanotti alle percussioni) verranno esplorate alcune modalità del dialogo incessante tra essere umano e ambiente, riascoltando echi di natura in strumenti che provengono da luoghi lontani, il finale con Toroya (Alberto Capelli – chitarra elettrica, Alessandro Altarocca – pianoforte, Gianluca Lione - basso elettrico, Walter Vitale - batteria ) torna a un suono imponente, ricco di groove e di improvvisazione, tra composizioni originali e rivisitazioni di grandi pagine della musica afroamericana (da Hendrix a John Coltrane).

Ma non solo musica.
Le immagini di copertina utilizzate nelle pubblicazioni dell’etichetta sono opere dell’artista
Vanni Spazzoli e gentilmente concesse dalla Galleria L’ARIETE – artecontemporanea

Al Museo internazionale e biblioteca della musica 
Strada Maggiore, 34 - Bologna - ore 18.30 

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti

(scarica il comunicato stampa in formato PDF)
(scarica il libretto in formato PDF)

Logo a Simple Lunch
in collaborazione con

Logo Museo e biblioteca della musica di Bologna Museo internazionale
e biblioteca della musica





Paolo Nori e Carlo Boccadoro

Alberto Capelli (Toroya)

Angelo Adamo [armonica cromatica] Marco Dalpane [pianoforte]

Fabio Mina


CALENDARIO DEGLI INCONTRI

Paolo Nori [voce]  Carlo Boccadoro [pianoforte] 

28 Febbraio 2016

Paolo Nori [voce narrante]
Carlo Boccadoro [pianoforte] 

 Angelo Adamo [armonica cromatica] Marco Dalpane [pianoforte]

6 Marzo 2016

Angelo Adamo [armonica cromatica]
Marco Dalpane [pianoforte] 

 Simone Pederzoli [trombone] Alessandro Betti [electric guitar & live electronics] Matteo Zucconi [double bass & live electronics]

13 Marzo 2016 / Ah Hum

Simone Pederzoli [trombone]
Alessandro Betti [chitarra el. & live electronics]
Matteo Zucconi [contrabbasso & live electronics] 

 Daniele Faraotti [voice, electric guitar] Ernesto Geldes [drums] Enrico Mazzotti [electric bass]

20 Marzo 2016 / Daniele Faraotti Band

Daniele Faraotti [voce, chitarra elettrica]
Ernesto Geldes [batteria]
Enrico Mazzotti [basso elettrico] 

 Alessio Alberghini [alto saxofone] Samuele Garau [piano keyboard & electronics] Enrico Degli Antoni [bass] Giuseppe Risitano [drums]

3 Aprile 2016 / Oddities

Alessio Alberghini [sax alto]
Samuele Garau [pianoforte, keyboards & elettronica]
Enrico Degli Antoni [basso elettrico]
Giuseppe Risitano [batteria] 

Marta Raviglia [voce, elettronica] Simone Sassu [pianoforte, pianoforte preparato, sintetizzatori, harpejji] 

10 Aprile 2016

Marta Raviglia [voce, elettronica]
Simone Sassu [pianoforte, pianoforte preparato, sintetizzatori, harpejji] 

 Fabio Mina [ flauti, live electronics] Marco Zanotti [percussioni]

17 Aprile 2016

Fabio Mina [flauti]
Marco Zanotti [percussioni] 

Alberto Capelli [electric guitar] Alessandro Altarocca [hammond, organ, rhodes, clavinet, piano] Gianluca Lione [electric bass] Walter Vitale [drums] 

24 Aprile 2016 / Toroya

Alberto Capelli [chitarra elettrica]
Alessandro Altarocca [pianoforte, keyboards]
Gianluca Lione [basso elettrico]
Walter Vitale [batteria] 

Pubblicato in News
Martedì, 14 Gennaio 2014 12:43

Brother Buster - Recensione su bluestime.it

Intepreti di un mondo spazzato via dalle frenesie del terzo millennio, chi come noi ha vissuto la propria infanzia negli anni '70 può ricordare gli ultimi aneliti del film muto, che passava in televisione già allora a ricordo di tempi ormai lontani. Chiudendo gli occhi, si rivivono le atmosfere caratterizzate dal triste feeling che l'espressione di Buster Keaton (uno tra i più malinconici nella schiera degli attori comici) era in grado di trasmettere, pur nelle occasioni più stravaganti ed esilaranti, tipiche del genere cinematografico del tempo.
La produzione di MARCO DALPANE si rivela quindi di ottima fattura, anche se deficitaria della parte grafico-visiva, grazie alla quale a Bologna commentando musicalmente alcune pellicole di Keaton dal vivo, ha invece avuto modo di dare la massima espressione e risalto all'opera.
La presenza dell'armonica di ANGELO ADAMO (autentica "punta dell'iceberg" nel mondo dell'armonica cromatica italiana), spogliato della sua identità spesso volta alle frange bebop jazz, assume un ruolo fondamentale nel trasmettere una sensazione di tranquillità estrema, senza fronzoli o architetture meccanico-musicali non consone alla situazione: messa momentaneamente da parte l'abilità tecnica e la velocità esecutiva, fa scaturire un momento creativo altamente meditativo.
Ne esce un buon lavoro nel quale i due musicisti vivono ogni singola traccia, dando ottima prova di composizione (Dalpane) e mostrando forse un volto finora inedito alla propria versatilità (Adamo).
CD intenso e di elevato valore intimistico. 
(Paolo Santini)

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Pubblicato in Reviews
Mercoledì, 08 Gennaio 2014 13:50

Brother Buster - Intervista a Marco Dalpane

Intervista a Marco Dalpane su Radio Emilia Romagna.





Un saluto e buon anno a tutti gli ascoltatori da Cinzia Leoni. E torniamo a parlare dei musicisti della nostra regione dalla grande vocazione musicale. E in particolare vogliamo presentarvi due artisti di grande caratura il bolognese Marco Dalpane al piano e il calabrese, ma bolognese di adozione Angelo Adamo, alla chromatic harmonica. Ed è sulle note del brano Johnny Gray, che oggi abbiamo scelto per voi che cominciamo ad ascoltare il cd “Brother Buster, uscito nel novembre 2013 per la nuova etichetta A Simple Lunch. Di questo brano Dalpane riferisce che Johnny Gray è Buster Keaton, e il suo volto imperturbabile lo accompagna da quando era bambino.

Adesso che è diventato grande cerca i suoni per raccontare le emozioni che ancora suscita in lui.In questo disco emerge un ritratto di Keaton alle prese con le ambiguità e gli equivoci della realtà, con gli accadimenti più imprevisti cui sempre risponde con invenzioni geniali e paradossali. Fratture, equilibri instabili, cambi di direzione, ma anche ostinata tenacia e geometrica tensione.

Il bolognese Marco Dalpane, che vi abbiamo presentato tempo fa è nato e vive a Bologna.  Ha studiato pianoforte e ha proseguito gli studi musicali nelle classi di Armonia e Contrappuntoe di Musica Elettronica del Conservatorio di Bologna e Firenze. Negli anni ’80 si è dedicato come pianista alla musica delle avanguardie del ‘900 e del secondo dopoguerra. Dal 1991 si dedica alla realizzazione di colonne sonore per il cinema muto, nella duplice veste di pianista e di compositore. È stato collaboratore della Cineteca del Comune di Bologna dal 1991 al 2012.

Dalpane ha dato vita a diversi gruppi orientati a una fusione di stili diversi, e ha realizzato progetti in collaborazione con Tony Coe, Lindsay Cooper, Fred Frith, Butch Morris, Eyvind  Kang, Alvin Curran, Ulrich Krieger e molti altri.

Angelo Adamo, che collabora con lui  in questo disco è armonicista, in particolare virtuoso di chromatic harmonica, astronomo, illustratore, compositore e arrangiatore. Oltre ad aver collaborato con numerosi cantanti della scena pop, suona jazz e musica classica. Nel 2009 ha vinto il primo premio al Grand Prix internazionale di armonicisti tenutosi a Pärnu, in Estonia. Ha prodotto tre CD a suo nome: QuantaFilm ciechi e l’ultimo, My foolish harp, pubblicato dalla storica etichetta jazz Red Records.

Come lo definisce Dalpane, Angelo è “un vero ciclone , dal talento sconfinato e capace di creare mirabolanti invenzioni attraverso il suono della sua armonica”.

Ma entriamo nel vivo della musica di Marco Dalpane e Angelo Adamo ascoltando il brano Annabelle Lee contenuto nel cd “Brother Buster”. Annabelle, come ci ha spiegato Dalpane è l'immancabile "Lei" della situazione. Mai troppo decisive le "Lei" nei film di Keaton, spesso un pretesto per accendere la miccia del racconto. Comunque il rapporto con loro sfugge a ogni regola e previsione. Anche in questo senso Buster ci dà una prospettiva unica e uno sguardo obliquo sulla realtà. 

Cari ascoltatori di RadioEmiliaRomagna abbiamo il piacere di avere qui con noi oggi il musicista e compositore bolognese Marco Dalpane.


Intervista Marco Dalpane

Brani
Boneshaker Bicycle
His Two Loves
A Hard Act to Follow

Salutiamo e ringraziamo Marco Dalpane per essere stato con noi e lo facciamo sulle note del brano Colours in Black and White. 
Un saluto a tutti da Cinzia Leoni.

 

Marco Dalpane on web
http://www.marcodalpane.com/
http://www.asimplelunch.com/
http://www.youtube.com/watch?v=qXpGzzVpLPM#t=43
http://www.youtube.com/watch?v=lxt3JUThx9Y

La suite comprende: Let's Make the Water Turn Black; Harry, you Are a Beast;
The Orange County Lumber Truck; Oh No; Theme from Lumpy gGravy. 

Angelo Adamo on web 
http://www.angeloadamo.com/

Pubblicato in Reviews
Lunedì, 23 Dicembre 2013 11:04

Brother Buster

Angelo è un ciclone, una massa di energia in movimento. Quando mi ha chiesto di dargli le mie musiche per lavorarci sopra, per un po’ ho resistito.
Sapevo che se le sarebbe divorate e digerite, e me le avrebbe restituite chissà come. È passato qualche anno poi mi è sembrato che nel lavoro che stavo facendo su Buster Keaton ci fosse spazio abbastanza per accogliere il talento sconfinato e le mirabolanti invenzioni della sua armonica.
In Brother Buster ci sono un po’ di temi che ho scritto per il film The General, escudendo quelli legati alle scene di massa, alle battaglie, agli eventi epici raccontati dal film. È quindi un ritratto di Keaton alle prese con le ambiguità e gli equivoci della realtà, con gli accadimenti più imprevisti cui sempre risponde con invenzioni geniali e paradossali. Fratture, equilibri instabili, cambi di direzione, ma anche ostinata tenacia e geometrica tensione. (md)

…con i suoi gesti e le sue scelte Keaton non mette in crisi la realtà (come faranno invece i fratelli Marx), ma rivela il proprio esserne messo in crisi – a cui risponde con la più naturale e ovvia disponibilità. Il suo personaggio appare spesso in balia di forze che non riesce né a comprendere, né a controllare, ma non ne fa un dramma. Non si ribella, né cerca di spiegarsele. Le accetta, vi si adegua, e basta. Non è combattivo, né rassegnato – o meglio, è entrambe le cose. Non è un born loser, ma semmai un anti-eore, ben lontano per esempio da Chaplin e da Lloyd (il primo combatte il mondo, ma la sua è solo una vittoria morale, che coincide con una partenza, il secondo vi si integra da trionfatore), ma anche da Tati-Hulot, che rimane sempre fuori dalle cose, che non partecipa, ma osserva. Keaton è un uomo che incontra il mondo e lo fissa con occhi aperti e disincantati,
sa che è inutile aspettarsi che esso risolva i suoi problemi, ma non per questo smette di tentare. E noi ridiamo dei suoi gesti ora maldestri, ora ingenui, ora sofisticati, delle sue sconfitte che sembrano vittorie e viceversa. Della pervicacia con cui ricomincia sempre daccapo, della sua accettazione. Ridiamo insomma della vita. (Giorgio Cremonini)

Pubblicato in Catalogue