Domenica, 20 Marzo 2016 00:00

Music Talk - Daniele Faraotti Band

MUSIC TALK

Domenica 20 marzo 2016 - ore 18,30

Daniele Faraotti Band

Daniele Faraotti [voce, chitarra elettrica]
Ernesto Geldes [batteria]
Enrico Mazzotti [basso elettrica]

Fedeli alla dottrina prog rock che ama fare le cose in grande, non dimenticano che il loro ruolo è quello di emozionare. Faraotti è un devoto discepolo ma non un fondamentalista. Col suo trio mette d’accordo Beatles, King Crimson e Radiohead con una facilità invidia- bile che farebbe sorridere anche John Lydon. ( Michela Chisena, XL )

La stoffa dei grimpeuer ce l’hanno eccome i tre della DFB. Lo si intuisce da come a rontano i tornanti più impegnativi della composizione - gli strappi violenti lungo un tracciato melodico e le asperità presentate da armonie e ritmi a cavallo di generi ed epoche di erenti. Agili e leggeri anche laddove si assumono la responsabilità di arrangiamenti più articolati e complessi. ( Elio Bussolino, Rockerilla )

Il composito castello di carte non collassa sot- to il peso del pastiche post moderno - sorretto da un’ispirazione straripante ma verace, oltre che da indubbie doti tecniche. Un Todd Rundgren romagnolo ? ( Vittore Baroni, Rumore )

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"EXIT FROM THE CAGE" è il viaggio suggestivo intrapreso dalla DANIELE FARAOTTI BANDEGLE SOMMACAL(chitarrista dei Massimo Volume) eRICKYJAM che si immergono nel mondo di John Cage e ne esaltano i sapori sonici, ciascuno a proprio modo. In tutti e tre i casi parliamo di artisti che hanno saputo rivisitare e personalizzare magistralmente l'opera di Cage.

"In a landscape" è una tappa fondamentale di questo viaggio: l'elettronica va a braccetto con delle emozionanti note di pianoforte che rilassano e lasciano spazio per immaginare un panorama ricco di atmosfere calde ed eteree. Per restare in tema di sogno, ascoltiamo "Dream": la suite proposta da Egle Sommacal è caratterizzata da una chitarra acustica appena sfiorata che sembra voglia suonare da sè. Le atmosfere sono rilassanti e le note della chitarra acustica si susseguono una dopo l'altra senza sosta.

"In Cage's shoes" è un brano della DFB che calza alla perfezione in tale contesto: la lunghezza del brano (più di 20 minuti) permette di raccontare con la musica un modo originale di interpretare la musica e brilla di luce propria grazie a degli azzeccatissimi riff e dei giri di chitarra molto evocativi. Ci si ritrova poi nella stanza sonica di "In a room" con la magia di una chitarra che suona quasi a descrivere tutti gli oggetti presenti. L'ossessiva ripetizione del riff conferisce robustezza e solidità al brano che è costruito su una struttura complessa ed appassionante. 

"Music for Marcel Duchamp" è un remix soffice e lunare pieno di suoni evocativi che accompagnano l'ascoltatore per mano come su un paesaggio spaziale.
Ottima l'idea di fissare su supporto fisico e di omaggiare un gigante della musica moderna, il lavoro finale ha una resa sorprendente perchè sia Egle Sommacal, sia la Daniele Faraotti Band sia Rickyjam traducono in musica dei concetti pieni di significato.

Si tratta di cinque brani che producono vibrazioni buone.

TRACCE

1. Music for Marcel Duchamp
2. In a room
3. In Cage's shoes
4. Dream
5. In a landscape

Guarda "In Cage's shoes" eseguito dalla DANIELE FARAOTTI BAND

http://youtu.be/afZZnzMmkug

Link al sito dell'articolo : 
http://www.vivalowcost.com/recensione-dischi-e-concerti/79-recensione-dischi/2795-exit-from-the-cage-un-grande-omaggio-all-artista-americano.html

 
Pubblicato in Reviews
Mercoledì, 14 Maggio 2014 05:43

Exit from the Cage

Il 25 Novembre2012 al TPO di Bologna musicisti, scrittori/lettori e performers si sono alternati sul palco in un omaggio a John Cage.
L'idea di EXIT FROM THE CAGE era di confrontarsi con l'opera e il pensiero di John Cage, nella convinzione che la sua ottimistica visione del futuro della musica offrisse incoraggianti prospettive.
Gran parte del mito di Cage è basato sull'idea che la sua opera costituisca un formidabile ordigno rivolto alla distruzione di ogni limite, convenzione, regola condivisa.
In realtà Cage ha stimolato musicisti e pubblico ad andare oltre i presuppostie le abitudini mentali, a trasformare il proprio modo di fare musica e ascoltare.
Anarchia e ricerca di nuove forme e materiali caos e numeri, libertà e rigore; "Ora che le cose sono semplici c'è tanto da fare".
Questo disco presenta alcuni set presentati per la prima volta quella sera.

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