Martedì, 17 Novembre 2015 13:17

Lessico di Hiroshima

Raccontano i testimoni che quella mattina il sole splendeva
e il cielo sopra Hiroshima era di un azzurro profondo,
e che ciò che videro dopo che quello stesso cielo
era esploso e la terra si era oscurata
supera ogni loro capacità di descrizione.

La catastrofe atomica che, nell’agosto del 1945, si abbatté sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki ha inaugurato una nuova epoca della nostra storia. Mai prima di allora l’uomo era stato capace di liberare una potenza distruttiva di tale forza, al punto da lasciare letteralmente senza parole sia le vittime sia i responsabili dell’azione militare. Ciò che le donne e gli uomini videro a Hiroshima e Nagasaki superò di gran lunga le loro capacità di descrizione. Solo certe antiche rappresentazioni dell’inferno - così riferirono alcuni sopravvissuti - avrebbero potuto rendere vagamente l’idea di quanto quel giorno aveva ferito indelebilmente i loro occhi.

Lessico di Hiroshima prende avvio da un testo di Paolo Miorandi, una manciata di parole naufragate nel vuoto e nella polvere di un mondo andato letteralmente in frantumi. Le musiche composte da Roberto Conz, nate in costante dialogo con il testo, contribuiscono alla costruzione di un paesaggio sonoro poroso
dove note orfane, talvolta solo brevissime trafitture del silenzio, si alternano
a luoghi musicali di maggior respiro in cui talvolta echeggiano reperti trasfigurati
di un’archeologia musicale.

Il testo letterario di Paolo Miorandi è edito dalla Casa editrice Il Margine che ringraziamo per la concessione all’utilizzo dell’opera. 

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Sabato, 13 Dicembre 2014 07:26

La Zona

La zona 
discorso sul mistero 

Paolo Nori legge un suo testo inedito accompagnato al pianoforte da un’ improvvisazione di Carlo Boccadoro.
Birkenau, i rotoli di Auschwitz, Tarkovskij, il bene che si vuole al babbo e alla mamma, discorso sul cambiamento delle cose, Tolstoj, Vonnegut.

un gruppetto di ragazzi un giorno mi han preso da parte mi han detto "Ascolti, noi abbiam sentito, ieri, quel discorso che ha fatto, ci è anche piaciuto, solo che, volevamo chiederle, ma cosa c'entra?", e io li ho guardati, ho allargato le braccia gli ho risposto "Non lo so" (P.Nori)

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