Giovedì, 09 Giugno 2016 09:43

Doublesex

Il Tre contenuto nel Due. Così è. Da A e B discendono tre possibili combinazioni: A+A, B+B, A+B (ovvero: B+A che, in questo caso, è lo stesso). L’unione dei due tipi è l’unità, l’intero, la perfezione della sfera. Il tipo singolo invece è un tipo monco, privato della sua metà complementare. Nel Simposio, Platone affida ad Aristofane il racconto (tra l’umoristico e il surreale) di una perfetta, possente umanità primigenia di forma sferica e distinta in tre generi: dal Sole il maschio-maschio; dalla Terra la femmina-femmina; dalla Luna il maschio-femmina: androgino e perfetto. Tanto gagliarda e orgogliosa era questa umanità che Zeus decise di stroncarne la preoccupante ascesa verso l’Olimpo. Col fulmine dunque li dimezzò e i moncherini divennero chi uomo e chi donna. Fine della favola.
Da mitica perfezione ad anomalia genetica, il passo è lungo o breve quanto il passaggio dal mito alla storia o alla scienza. Antonia Sorce trae da Middlesex di Jeffey Eugenides un testo che trasuda umanità sofferente e, insieme, si riaggancia con forza al mito, da Platone fino alla tormentata Cassandra omerica. L’odissea di Calliope Stephanides narrata da Eugenides, si converte qui nell’itinerario di Sandra che – discesa da Cassandra, la nonna – scoprì, tardi, di essere Sandro. E che in cerca delle sue radici, da Nashville, e poi da New York, approda infine a un’altra terra, anch’essa densa di miti e archetipi: Sicilia, Palermo, Vucciria.
Emilio Galante avvolge con la sua musica questo testo in bilico fra sogno, confessione e invettiva urlata, innescando a sua volta un vero e proprio maelstrom di ermafroditismo, sorta di drammaturgia androgina, dove la lingua italiana e l’inglese, la voce e le voci, i ritmi e le melopee, i colori e la gestualità improvvisativa svelano la loro vicendevole complementarietà in modi del tutto altri, concettualmente più sottili rispetto a certe ovvietà evocative e descrittive della musica melodrammatica o a programma. Alla temperatura ora torrida ora sussurrata della voce narrante di Sandra/Sandro, corrisponde la vocalità algida e anglofona, spesso sintatticamente destrutturata, del coro femminile. Alle voci si accoppia quindi la trasparenza ibrida e cangiante di vibrafono, flauto e contrabbasso. È una trasparenza lieve, iterativa, indifferente o quasi, stando al senso tradizionale che si assegna alla categoria dell’espressività. È piuttosto nel suo codice costitutivo, nel suo dna che questa musica si identifica con la vicenda, e dove i tre strumenti acquistano un rilievo particolare e simbolico: contrabbasso quasi emblema di corporeità, il metallo risonante del vibrafono icona dell’onirico; e il flauto traccia, forse, o memoria del mito ancestrale. Strumenti che spesso si tuffano e si liberano in un fantasticare improvvisativo fascinoso, dalla sensualità lieve, guizzante e luminosa. Evocazione e insieme metamorfosi di un immaginario jazz che da tempo è evaso ormai dai suoi recinti, scoprendo in sé altre identità, altri nessi, altre sensibilità. Musica, senza scomodare Wagner, anch’essa androgina e che, in forma di ossimoro, imprime a questo melologo un suo particolarissimo crisma di dolcezza e di violenza, di etereo e di carnale, inscindibilmente fusi.
(Giordano Montecchi)

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Domenica, 17 Aprile 2016 00:00

Music Talk - Fabio Mina

MUSIC TALK

Domenica 17 aprile 2016 - ore 18,30

The Shore - Fabio Mina

Penultimo appuntamento con la rassegna Music Talk.
Con Fabio Mina verranno esplorate alcune modalità del dialogo incessante tra essere umano e ambiente, riascoltando echi di natura in strumenti che provengono da luoghi lontani.
Attraverso la tecnica di field recording cattura l'ambiente, suoni quotidiani, a volte nascosti e li combina ricreando armonie e paesaggi sonori con cui interagire. La sua ricerca continua vuole esplorare tutte le caratteristiche sonore del flauto anche alterandole, estendendone le possibilità con elettronica dal vivo ed effetti. Da non perdere.

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Mercoledì, 20 Aprile 2016 00:00

...à bout de souffle

NYKY trio (dal finlandese nykyajan, contemporaneo) è nato nel 2009 per l'interesse dei suoi componenti verso le forme espressive più attuali.
La particolarità di questa formazione da camera, per cui il repertorio preesistente è davvero esiguo, ne ha caratterizzato il percorso artistico: la maggior parte dei brani da loro interpretati in questi anni, sono il frutto di un contatto diretto con i compositori e di una collaborazione continuativa con gli stessi. Il trio vanta innumerevoli brani loro dedicati e prime esecuzioni assolute.
..à bout de souffle.. riflette l’eterogeneità e la ricchezza di prospettive che contraddistinguono la scena musicale contemporanea.

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Giovedì, 11 Febbraio 2016 11:35

Il soffio sulla pelle

Queste musiche sono il risultato di accurate e approfondite ricerche verso quelle culture diverse e/o antiche che abbiano, per caratteristiche oggettive musicali, culturali e organologiche, destato il nostro interesse. Non sempre è stato possibile ispirarsi a tracce precise, fondate su documenti musicali cartacei, infatti non tutte le culture oggetto delle nostre attenzioni hanno lasciato o lasciano tracce riconducibili alla scrittura musicale, invece sovente la nostra interpretazione è stata ricavata da registrazioni, racconti, mitologie, antichi testi e documentazioni iconografiche. Per queste ragioni, chi ricercherà in queste musiche un “ascetismo” di ordine etnico, ne rimarrà deluso, in quanto la “visione” che abbiamo voluto dare è quella di un ipotetico e fantastico incontro musicale tra noi, esecutori del XXI secolo, e i musicisti delle altre culture, immaginando di suonare un concerto insieme, ognuno mettendo in campo la propria fantasia, le conoscenze e competenze musicali. Sempre rimanendo sul titolo del cd, non sarà difficile immaginare l’aspetto sensuale ed emotivo che il soffio provoca quando è indirizzato verso la pelle di un’altra persona, ed il significato di guarigione che questo simboleggia per alcune culture, come quella tibetana, dove il sacerdote-guaritore soffia delicatamente e ritmicamente sul corpo del paziente in una sorta di rituale massaggio terapeutico, teso a ristabilirne gli equilibri energetici e psichici. Da un punto di vista antropologico musicale, un duplice aspetto ci ha affascinato: con lo studio del comportamento umano si cercano gli elementi utili alla descrizione e alla comprensione della musica, altresì attraverso lo studio delle musiche possiamo conoscere e comprendere meglio il comportamento umano dell’area geografica a cui il rito musicale fa riferimento.

Flauti usati da Roberto Fabbriciani</span></p> <p class="column">flauto iperbasso, flauto basso,flauto in do, ottavino, bangdi, bansuri, didgeridoo, dizi, fischietti vari, flauto a coulisse, flauto de millo, flauto delle ande, flauto di pan, flauto globulare, flauto in do, flauto in osso, flauto indio, flauto mandingo, flauto ocarina, flauto shakuachi, fula, peule, qudi, richiami di uccelli, voce, xiao

Percussioni usate da Jonathan Faralli

albero della pioggia, antico tamburo rituale sciamanico, australian wood brush, baka wood brush, balafon, bamboo chimes, bass drum, bell plates con arco, bullroarer, campane del tempio, campane in bronzo, campane Zenghouyi, campanelle medievali, campanelle rituali cinesi, campanelli giapponesi, cinese wind gong, crotali con arco, didgeridoo, feng gong, fung gong, grande maraca rituale, guiro, guiro in metallo, gumleaf, hosho, huehueti drum (antico tamburo maya), Hum Aspen drum, indian finger, cymbals, kajamba, lastra del tuono, maracas rituale, marimba bassa, piatti con arco, piatto cinese, pietre sonore, quica, richiami di uccelli, shekere, shell chimes, sistrum, sonagli del serpente, sonagli di unghie di capra, sonagli inuit, sonagliera chiquitsi, sonagliera indiana, sonajeros de caracoles, spring drums, suono della fontana, tabla, talking drum, tam tam cinese, tamburi esquimesi, tamburo a cornice con sonagli, tamburo d’acqua, tamburo medievale, tamburo sonaglio africano, tampura, tasmanian clapstick, teponatzli, traditional chau gong, vibrafono con dita, vibrafono con arco, voce, wind metal chimes, wood drum, campane in bronzo costruite dallo scultore di oggetti sonori Andrea Dami

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Mercoledì, 11 Marzo 2015 00:00

Trio Galactus in Concerto

Cari amici,

la sera di mercoledì 11 marzo 2015, allo Zingarò Jazz Club di Faenza suonerà il Trio Galactus.
Un'occasione per sentire brani consolidati del vasto repertorio e nuove composizioni.
In programma solo brani originali, prevalentemente ispirati al mondo dei fumetti Marvel, con anche qualche divagazione verso altri lidi... (Giorgio Casadei)
 

Trio Galactus

Simone Pederzoli: trombone
Alessio Alberghini: sax baritono, sax contralto, flauto
Giorgio Casadei: chitarre

qui ulteriori dettagli e programma della rassegna

http://www.ristorantezingaro.com/jazz-club/

http://www.ristorantezingaro.com/eventi/trio-galactus/

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