Martedì, 17 Novembre 2015 13:17

Lessico di Hiroshima

Raccontano i testimoni che quella mattina il sole splendeva
e il cielo sopra Hiroshima era di un azzurro profondo,
e che ciò che videro dopo che quello stesso cielo
era esploso e la terra si era oscurata
supera ogni loro capacità di descrizione.

La catastrofe atomica che, nell’agosto del 1945, si abbatté sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki ha inaugurato una nuova epoca della nostra storia. Mai prima di allora l’uomo era stato capace di liberare una potenza distruttiva di tale forza, al punto da lasciare letteralmente senza parole sia le vittime sia i responsabili dell’azione militare. Ciò che le donne e gli uomini videro a Hiroshima e Nagasaki superò di gran lunga le loro capacità di descrizione. Solo certe antiche rappresentazioni dell’inferno - così riferirono alcuni sopravvissuti - avrebbero potuto rendere vagamente l’idea di quanto quel giorno aveva ferito indelebilmente i loro occhi.

Lessico di Hiroshima prende avvio da un testo di Paolo Miorandi, una manciata di parole naufragate nel vuoto e nella polvere di un mondo andato letteralmente in frantumi. Le musiche composte da Roberto Conz, nate in costante dialogo con il testo, contribuiscono alla costruzione di un paesaggio sonoro poroso
dove note orfane, talvolta solo brevissime trafitture del silenzio, si alternano
a luoghi musicali di maggior respiro in cui talvolta echeggiano reperti trasfigurati
di un’archeologia musicale.

Il testo letterario di Paolo Miorandi è edito dalla Casa editrice Il Margine che ringraziamo per la concessione all’utilizzo dell’opera. 

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musiche di J.S.Bach e Roberto Conz
Valentino Corvino Violino

Una installazione di opere realizzate per l'occasione dall'artista Vanni Spazzoli in dialogo con gli interventi musicali del musicista Marco Dalpane. Nell'ambito della mostra, Vanni Spazzoli incontrera' il pubblico raccontando i suoi assemblaggi di carte dipinte, strappate e ricomposte in sequenze 'ritmiche' sulla tela. In occasione degli interventi musicali dedicati a Frank Zappa, John Cage, Roberto Conz e J.S.Bach, presentazione dell'etichetta discografica 'a simple lunch'.

VANNI SPAZZOLI su una solida formazione figurativa innesta una tensione pittorica fondata sul valore della materia e sulla pregnanza gestuale dell’immagine. Dagli anni novanta ad oggi e' presente in mostre ed eventi artistici in Italia, Germania, Olanda, Belgio, Spagna, Francia. Nel 2009 e' invitato al Premio Marina di Ravenna nella sede del MAR Museo d'Arte della Città di Ravenna. Partecipa su invito alle edizioni 2008 e 2010 della Biennale Roncaglia a S.Felice sul Panaro. Nel 2011 tiene la personale 'Vanni Spazzoli. Magazzino dei ricordi' a L'Ariete artecontemporanea Bologna, catalogo monografico con testi di Eleonora Frattarolo e Claudio Spadoni. Nel 2013 gli è stata dedicata una grande retrospettiva dal titolo 'Vanni Spazzoli, nuovi e antichi racconti' a cura di Claudio Spadoni nella sede degli Antichi Magazzini del Sale a Cervia. Sue opere sono in numerose collezioni italiane e internazionali.

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Ammetto di non essere un particolare esperto di musica per films e più in generale di cinematografia, perciò non avrei mai potuto sapere facilmente del musicista Marco Dalpane: la mia conoscenza dell'artista si era formalizzata su altri elementi, quelli di giornalista critico ed opinionista, così come risultava dal suo blog tenuto sul Giornale della Musica. Il contatto con lui è stato fonte (per me) di vera contentezza, poichè ho scoperto anche un pianista meritevole, assolutamente lontano dall'impalpabile mondo dei rapporti della musica con il cinema, in cui spesso le premure sono date alle immagini e non alla musica stessa.
Dalpane, dopo molti anni passati nel dar forma al cinema muto, ed in particolare a quello di Buster Keaton, ha deciso di affiancare l'attività musicale con quella produttiva, istituendo un'etichetta netlabel, la "a simple lunch", intuendo la possibilità di poter documentare una realtà non molto evidente del mondo musicale italiano, fatta di tanti artisti poliedrici che ricalcano il nostro panorama e che sviluppano la loro musica in forme frammentate dal punto di vista dei generi. Il suo progetto è ben delineato nel manifesto che si trova a disposizione dei navigatori internet sul sito della A Simple Lunch, dove tra le tanti frasi utilizzate per descrivere lo stile della label, vorrei sottolineare quella dove si dice "...è musica nuova, o riproposta con l'intento di stimolare nuove connessioni e riflessioni....". Non è un'espressione vacua o risaputa, poichè coglie lo spirito con cui Marco ha cercato subito di fissare le direttive della sua netlabel: incidendo il primo numero con "Sound Form", un lavoro nato nell'era matura del post-moderno, il pianista bolognese cattura ed elargisce una sua accattivante visione personale della musica, che è insieme il frutto di una macrobiotica preparazione e di una capacità di far scattare la riflessione emotiva.

"Sound form", concerto realizzato in presa diretta nella palestra Romagnoli di Bologna, segna i confini entro i quali è possibile trovare la sua idea; aiutato da sparute percussioni, una fisarmonica e un toy piano, Dalpane tocca alcuni poli essenziali della musica. Quello che si è sviluppato è un approccio sensorio che al suo interno si nutre di un modello molto american-style: le tecniche di preparazione di Cowell al piano e quelle di Cage alle percussioni, quel gusto popolare che si riscontra nelle colonne sonore di Keaton, il jazz fuso nel rock di Zappa e quello al confine con la new age di Winston, il minimalismo di Nyman e i risvolti post-classici. Il tutto scandito con grande precisione, con aderenza dei temi e cercando di trarre dall'ambiente circostante il benessere dei riverberi e delle soluzioni sonore. 
Rivitalizzare il patrimonio musicale evitando la retorica: è questa la reale novità sulla quale si pongono le coordinate della produzione di altri cinque albums in cui il melting pot tra sonorità accertate ed ambiente sonoro cerca di trovare un accordo circostanziale: il trio di Alberto Capelli/Antonio Borghini/Cristiano Calcagnile, l'armonica cromatica di Angelo Adamo, l'Orchestra Spaziale che rifà Zappa e il flautista Fabio Mina (impegnato anche con molti altri strumenti a fiato etnici) alla ricerca dei suoni del mare (coadiuvato da Zanotti alle percussioni e Markus Stockhausen alla tromba) sono valide espressioni in cui trovare punti di forza allo scopo. 

Di particolare pregio si presenta la registrazione delle composizioni simil-piano di Roberto Conz, "In tua assenza" (per pianoforte campionato ed eseguite da un software di Roberto Conz), un lavoro che affronta il lato più vicino alla musica di Cage: usando un software modificativo che permette di cancellare la nota originale e trasformarla in altre come eco Midi, le "Variazioni Goldberg" di Bach ne escono totalmente rigenerate. Sulla struttura casuale Conz interviene solo sugli accenti, sulle durate o sulle altezze e da un lavoro basato sull'ebbrezza dei canoni e del disincanto dei tempi ritmici barocchi ci si trova dinanzi a qualcosa che somiglia al Webern seriale "......mi trovo lontano da alcune poetiche dell'alea che attendono ad una contemplazione dell'emergere di eventi, sacrali ed intoccabili nel loro accadere. Ciò che davvero mi interessa non è la contemplazione ma, piuttosto, un corpo a corpo con la materia. Tra afasia e parola. In una terra di nessuno...."

Il 15 maggio Dalpane presenterà Sound Form in occasione del festival Angelica a Bologna: penso che sia un'ottima occasione per iniziare a familiarizzare con questa nuova realtà della musica. Sembra che in cantiere ci sono già nuove sorprese.


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Martedì, 12 Novembre 2013 18:30

Presentazione dell’etichetta (+mini-live)

A SIMPLE LUNCH Presentazione dell’etichetta discografica + mini-live (Marco Dalpane, piano, musiche di Frank Zappa)
MARTEDI 12 NOVEMBRE 2013, ore 18,30

sono presenti
Gianni Gherardi (critico musicale, la Repubblica),
Marco Dalpane (musicista e produttore),
Riccardo Nanni (musicista e label manager),
Giorgio Casadei (musicista),
Roberto Conz (musicista)

Nasce a Bologna una nuova etichetta discografica, a simple lunch è un'iniziativa indipendente e autogestita che offre ai musicisti uno strumento agile ed efficace per dare vita alle loro realizzazioni, restituendo autonomia e integrità al loro lavoro. Siamo convinti della necessità di curare direttamente tutte le fasi del lavoro, dall’idea iniziale alla registrazione, dall’editing alla post-produzione, dalla realizzazione delle copertine alla distribuzione. L’industria discografica non è più in grado di riflettere la varietà e la complessità delle proposte musicali, e solo una micro-impresa che vede il diretto coinvolgimento dei musicisti può ancora permettere la realizzazione di opere che si distinguono per qualità e originalità. a simple lunch rifiuta la logica commerciale che impone alla musica distinzioni di genere o ambiti stilistici. Le prime produzioni spaziano dal rock-jazz al post minimalismo, dal jazz all’elettronica, dalla composizione contemporanea all’improvvisazione a simple lunch è musica senza confini a simple lunch crede nella necessità del confronto tra esperienze e saperi maturati in contesti e pratiche diverse del panorama musicale a simple lunch è musica a colori, ogni progetto disegna un nuovo paesaggio capace di rinnovare lo stupore dell’ascolto a simple lunch rende disponibile il download digitale presso i principali stores digitali (iTunes, Amazon, eMusic, Rhapsody...) per ciascun lavoro sarà prodotto un numero limitato di copie fisiche (cd-r) in edizioni realizzate con grafica e artwork d’autore
Per ascoltare i nostri dischi:
soundcloud: https://soundcloud.com/asimplelunch/sets/marco-dalpane-sound-form
https://soundcloud.com/asimplelunch/sets/orchestra-spaziale-meets-zappafrank
https://www.facebook.com/aSimpleLunch


http://www.modoinfoshop.com/dettaglioevento.asp?id=1325
http://bologna.repubblica.it/cronaca/2013/11/12/news/gli_appuntamenti_di_marted_12-70762748/





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Lunedì, 23 Dicembre 2013 10:59

In tua assenza

Il ciclo In tua assenza si basa sull’idea di un’eco di un testo originale assente. L’assenza e la memoria. Le Variazioni Goldberg sono state usate come Ur text. Per il loro significato storico, certo, ma anche per un loro senso più personale, nelle nostre private biografie. Il testo è stato trattato con un software che crea sequenze di echi MIDI cancellando contemporaneamente la nota originale che li genera. Abbiamo così echi di un originale assente.


Ogni eco è successivamente randomizzata facendo in questo modo esplodere il tessuto della composizione entro un processo stocastico.
Di fronte ad un testo che ha ormai perduto ogni ipotesi di significato (nessuna analisi è più possibile) ancora la nostra memoria lavora, proiettandovi figure. Possiamo allora quasi riconoscere un gesto, qualche cadenza. Quelle della nostra storia forse. Come in un linguaggio che abbia perso ogni comunicabilità ma che ancora ci risuoni in qualche modo familiare, ricordandoci luoghi che abbiamo amato.


Dopo la caotica esplosione del significato creata dal processo stocastico, si torna così ad una sorta di personale lavoro archeologico, portando in evidenza un qualche intravisto frammento di discorso che tenti ancora, cocciutamente, d’essere condiviso. Ricercando una possibile sintassi
per una lingua frantumata.


Nella tradizione dei pezzi ineseguibili affidati al player piano, il suono di questa partitura è prodotto da un computer con pianoforte campionato Steinway.

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