Domenica, 24 Aprile 2016 00:00

Music Talk - Toroya

MUSIC TALK

Domenica 24 aprile 2016 - ore 18,30

Toroya - Alberto Capelli

Ottavo e ultimo appuntamento con la rassegna Music Talk.  Con Toroya (Alberto Capelli – chitarra elettrica, Alessandro Altarocca – tastiere, Gianluca Lione - basso elettrico, Walter Vitale - batteria ) si torna a un suono imponente, ricco di groove e di improvvisazione, tra composizioni originali e rivisitazioni di grandi pagine della musica afroamericana (da Hendrix a John Coltrane).  In occasione del concerto verrà presentato in anteprima l'omonimo album che sarà disponibile presso il bookshop del Museo.  Un concerto imperdibile che conclude la rassegna nel migliore dei modi.
Vi aspetiamo!

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Domenica, 17 Aprile 2016 00:00

Music Talk - Fabio Mina

MUSIC TALK

Domenica 17 aprile 2016 - ore 18,30

The Shore - Fabio Mina

Penultimo appuntamento con la rassegna Music Talk.
Con Fabio Mina verranno esplorate alcune modalità del dialogo incessante tra essere umano e ambiente, riascoltando echi di natura in strumenti che provengono da luoghi lontani.
Attraverso la tecnica di field recording cattura l'ambiente, suoni quotidiani, a volte nascosti e li combina ricreando armonie e paesaggi sonori con cui interagire. La sua ricerca continua vuole esplorare tutte le caratteristiche sonore del flauto anche alterandole, estendendone le possibilità con elettronica dal vivo ed effetti. Da non perdere.

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Domenica, 10 Aprile 2016 00:00

Music Talk - Marta Raviglia e Simone Sassu

MUSIC TALK

Domenica 10 aprile 2016 - ore 18,30

Lost Songs

Marta Raviglia [voce]
Simone Sassu [pianoforte]

Prosegue con successo la rassegna dedicata agli artisti dell'etichetta a Simple Lunch.
Le Lost Songs del duo Marta Raviglia (voce) e Simone Sassu (pianoforte, piano preparato, sintetizzatore) ci accompagneranno in un percorso tra melodie riscoperte in vari angoli della musica colta, con canzoni di Erik Satie, Darius Milhaud, Luciano Berio e Kenny Wheeler, distanti eppure uniti dalla coerenza dell'interpretazione dei due artisti.

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Domenica, 03 Aprile 2016 00:00

Music Talk - Oddities

MUSIC TALK

Domenica 3 aprile 2016 - ore 18,30

ODDITIES

Alessio Alberghini [Alto Saxofone] 
Samuele Garau [Piano Keyboard & Electronics] 
Enrico Degli Antoni [Bass] 
Giuseppe Risitano [Drums]

Dopo la pausa pasquale e dopo il successo dei primi quattro appuntamenti riprende la rassegna Music Talk al Museo della musica di Bologna.

Con Oddities (Alessio Alberghini al sax contralto, Samuele Garau a pianoforte e elettronica, Enrico Degli Antoni al basso, Giuseppe Risitano alla batteria) si torna dalle parti di un sound più urbano, al confine tra funk e jazz.

"Non so se del jazz si possa dire che è jazz “acqua e sapone”, eppure, nonostante la presenza qua e là del pianoforte elettrico vagamente vintage, è un po’ questo il senso: niente coups de théâtre e grand guignol, centrometrismi improvvisativi e adrenaline virtuosistiche. Ma neanche manierismi da mainstream o sdilinquimenti lounge. Controllo, invece: un interplay empatico e un dosaggio sapiente (spontaneo si direbbe quasi, se la parola non fosse un filo troppo naïf) dei registri e delle dinamiche, delle intensità e delle temperature. Loro si divertono. E se poi, qualcuno si diverte anche fra chi ascolta, pazienza."

(Giordano Montecchi)

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Mercoledì, 23 Marzo 2016 12:47

Oddities

Sarà perché l’album si apre con un’intrigante altalena arpeggiata sulle sette note del modo dorico di Do (arpeggio che per ragioni troppo lunghe da spiegare mi è molto familiare), ma quando ho ascoltato per la prima volta questi sette pezzi è stato come ritrovarmi in un paesaggio amichevole o addirittura confortevole, rassicurante, vicino casa. Attributi che però, associati alla musica, ormai da generazioni suonano quasi un insulto. Rassicurante? Pacificato? Nella lunga, interminabile stagione del dopo-Adorno termini del genere erano epiteti infamanti per qualsiasi genere musicale. Per qualcuno lo sono ancora, eppure, oggi, è proprio in conseguenza di questa lunga stagione che occorre ricostruire una lingua nuovamente accessibile, che non ripudi, ma anzi metabolizzi e ricomponga le mille devastazioni e illuminazioni attraverso le quali siamo passati nei decenni passati.

Leo Spitzer, il grande critico letterario, un giorno stava alla scrivania immerso nei suoi studi. Entrò un amico e gli chiese: “Stai lavorando?” “Nient’affatto, rispose, mi sto divertendo”. Risposta quasi scandalosa in epoca di modernità .

Il modo in cui lavorano i quattro di Oddities ha qualche analogia con questo episodio. La loro musica ricuce un tessuto fatto di arrangiamenti essenziali, temi sfrondati, diretti, il groove genuinamente funky di Open Key, le distensioni liriche di Sink Into Me, le fiammate di Cat Rondò. Ma anche la sobrietà di Once I Loved di Jobim, unico ma significativo standard del mazzo, reso con una saggia curvatura espressiva, che tocca un apice rovente per poi acquietarsi, forse – se stiamo al titolo – al ricordo dell’amore trascorso.

Non so se del jazz si possa dire che è jazz “acqua e sapone”, eppure, nonostante la presenza qua e là del pianoforte elettrico vagamente vintage, è un po’ questo il senso: niente coups de théâtre e grand guignol, centrometrismi improvvisativi e adrenaline virtuosistiche. Ma neanche manierismi da mainstream o sdilinquimenti lounge. Controllo, invece: un interplay empatico e un dosaggio sapiente (spontaneo si direbbe quasi, se la parola non fosse un filo troppo naïf) dei registri e delle dinamiche, delle intensità e delle temperature. Loro si divertono. E se poi, qualcuno si diverte anche fra chi ascolta, pazienza.

Giordano Montecchi

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Domenica, 20 Marzo 2016 00:00

Music Talk - Daniele Faraotti Band

MUSIC TALK

Domenica 20 marzo 2016 - ore 18,30

Daniele Faraotti Band

Daniele Faraotti [voce, chitarra elettrica]
Ernesto Geldes [batteria]
Enrico Mazzotti [basso elettrica]

Fedeli alla dottrina prog rock che ama fare le cose in grande, non dimenticano che il loro ruolo è quello di emozionare. Faraotti è un devoto discepolo ma non un fondamentalista. Col suo trio mette d’accordo Beatles, King Crimson e Radiohead con una facilità invidia- bile che farebbe sorridere anche John Lydon. ( Michela Chisena, XL )

La stoffa dei grimpeuer ce l’hanno eccome i tre della DFB. Lo si intuisce da come a rontano i tornanti più impegnativi della composizione - gli strappi violenti lungo un tracciato melodico e le asperità presentate da armonie e ritmi a cavallo di generi ed epoche di erenti. Agili e leggeri anche laddove si assumono la responsabilità di arrangiamenti più articolati e complessi. ( Elio Bussolino, Rockerilla )

Il composito castello di carte non collassa sot- to il peso del pastiche post moderno - sorretto da un’ispirazione straripante ma verace, oltre che da indubbie doti tecniche. Un Todd Rundgren romagnolo ? ( Vittore Baroni, Rumore )

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Domenica, 13 Marzo 2016 15:02

Music Talk - “Hey,Wow!” Ah Hum

MUSIC TALK

Domenica 13 marzo 2016 - ore 18,30

Ah Hum 

Simone Pederzoli [trombone]

Alessandro Betti [chitarra elettrica & live electronics]

Matteo Zucconi [contrabbasso & live electronics] 

 

L’etichetta discografica a Simple Lunch in collaborazione con iil Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna presenta una rassegna di concerti e incontri con il pubblico. Un momento unico per condividere la vivacità di una scena musicale estremamente articolata e vitale.

Ah-Hum trasporta la musica di Charles Mingus ai giorni nostri, con tutto il suo rumore e le sue contraddizioni.
La lunga riflessione di Mingus sull’integrazione sociale, musicale, della società in cui viveva acquista un’assordante assonanza con i tempi che stiamo attraversando.

“Hey,Wow!” segue una scrittura leggera ma precisa, parte dal trio che dialoga costantemente con altri strumenti, e si muove svelto attraversando il caos creato e riorganizzandolo. La costruzione è così composta da tasselli che vanno ad incastrarsi in un mosaico mai premeditato; l’intento è dare forma nello spazio al suono, fuori dai confini imposti dall’appiattimento del fare musica odierno. 

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Venerdì, 04 Marzo 2016 10:45

Caronte

Per presentare Caronte, saccheggio alcuni versi della Gualtieri che sembrano fare proprio al mio caso: “Mi esercito continuamente / mi esercito al niente / fino al mio colore puro”. Come già il mio primo disco Quanta, Caronte rappresenta proprio questo: la ricerca di una purezza, di una schiettezza che, sospetto, solo la solitudine può darmi. Qui non sentirete gli effetti di molti di quei compromessi ritenuti necessari dallʼortodossia musicale; qui non si alletta nessuno alla ricerca spasmodica di un mi piace strappato con soluzioni manieristiche e rassicuranti.
In questo mio nuovo lavoro vi è solo una galleria di suggestioni rimaste a riecheggiare dopo il big-bang del mio universo personale avvenuto nellʼestremo sud: tra Calabria e Sicilia, tra Cosenza e Scicli (RG). Un sud perlopiù Visto da qui,
al telescopio, da lontano, al quale torno a intervalli regolari senza mai riuscire
a fermarmi. Se davvero si vuole abitare per una manciata di minuti questi tredici scorci di un unico paese diviso e unito da una stretta lingua, una lingua di mare, ed esistente in un meta-livello tra realtà, sogno e ricordo, sarò felice di traghettarvi da una sua sponda allʼaltra narrandovene la mitologia. Tuttavia lo farò solo dopo avervi sconsigliato lʼattesa di un sonoro “e vissero felici e contenti” in quanto forse non arriverà: Caronte, che, come me, spero troviate anche voi bello, sapido e stimolante, può essere a tratti eccessivo, a volte fastidioso, addirittura.
In ogni caso, spero risulti sempre chiaro come i brani qui contenuti siano uniformemente agitati da un Fuoco centrale: quello alimentato da suggestioni antiche e lontane
da coniugare con altre quotidiane e vicine. In questo disco venuto alla luce solo dopo aver a lungo atteso la nascita di unʼetichetta dedicata allʼinaudito
e allʼimprobabile discografico, sono ancora distante dal niente della Gualtieri. Continuo ad approssimarmi asintoticamente a esso lavorando a un ulteriore progetto già in cantiere nel quale la mia armonica si emancipa da tutto, finanche da sovraincisioni e dal compromesso con il mio essere a qualche livello polistrumentista. (aa)

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Domenica, 06 Marzo 2016 18:30

Music Talk - Marco Dalpane e Angelo Adamo

MUSIC TALK

Domenica 6 marzo 2016 - ore 18,30

Angelo Adamo [armonica cromatica]

Marco Dalpane [pianoforte]

L’etichetta discografica a Simple Lunch in collaborazione con iil Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna presenta una rassegna di concerti e incontri con il pubblico. Un momento unico per condividere la vivacità di una scena musicale estremamente articolata e vitale.

Angelo Adamo, all'armonica cromatica, è accompagnato al pianoforte da Marco Dalpane, uno dei fondatori dell'etichetta a Simple Lunch. Sarà un'occasione per ascoltare dei brani dal loro lavoro in duo, ma anche per delle anticipazioni che riguardano il prossimo cd in solo di Adamo, di prossima pubblicazione.

Angelo è un ciclone, una massa di energia in movimento. Quando mi ha chiesto di dargli le mie musiche per lavorarci sopra, per un po’ ho resistito. Sapevo che se le sarebbe divorate e digerite, e me le avrebbe restituite chissà come. È passato qualche anno poi mi è sembrato che nel lavoro che stavo facendo su Buster Keaton ci fosse spazio abbastanza per accogliere il talento sconfinato e le mirabolanti invenzioni della sua armonica. In Brother Buster ci sono un po’ di temi che ho scritto per il film The General, escudendo quelli legati alle scene di massa, alle battaglie, agli eventi epici raccontati dal film. È quindi un ritratto di Keaton alle prese con le ambiguità e gli equivoci della realtà, con gli accadimenti più imprevisti cui sempre risponde con invenzioni geniali e paradossali. Fratture, equilibri instabili, cambi di direzione, ma anche ostinata tenacia e geometrica tensione. (md)

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Venerdì, 20 Dicembre 2013 22:37

A Simple Lunch

a simple lunch è musica senza confini
 
a simple lunchè musica a colori, ogni progetto disegna un nuovo paesaggio capace di rinnovare lo stupore dell’ascolto
a simple lunch è musica nuova, o riproposta con l’intento di stimolare nuove connessioni e riflessioni
 
a simple lunch crede nella necessità del confronto tra esperienze e saperi maturati in contesti e pratiche diverse del panorama musicale
 
a simple lunch offre ai musicisti uno strumento agile ed efficace per dare vita alle loro realizzazioni
 
a simple lunch propone opere che il mercato discografico e l’industria culturale faticano a prendere in considerazione, restituendo autonomia e integrità al lavoro dei musicisti
 
a simple lunch è un luogo dove sperimentare nuovi linguaggi e nuovi modi di relazione tra i musicisti e il pubblico, ritessendo la tela del rapporto tra esplorazione del suono e ricognizione del reale
 
a simple lunch è una net label, e rende disponibile il download digitale presso le principali piattaforme web
 
 
ogni lavoro viene prodotto in un numero limitato di copie fisiche in edizioni realizzate con copertine d’autore.
 
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