Marco Carcasi per Kathodik

The Shore - Recensione su Kathodik

Un percorso, quello del riminese Fabio Mina, che intercetta il punto d'incontro fra terra, cielo e mare.
Occhi socchiusi su di un non luogo delizioso, dove ansie e dolori si diluiscono in un unico flusso cangiante.
Di movimenti lenti e senza tempo, di sabbia, di brezza.
Voci in lontananza, abbastanza distanti da non sporcare l'attimo perfetto.
Di evoluzioni solitarie e brevi tratti di percorso condivisi.
Fabio Mina soffia in strumenti di etnie distanti, l'Armenia del Duduk, la Thailandia del Khaen, l'India del Bansuri, il Vietnam del Danmoi, la Slovenia della Koncovka.
Legni e metalli, cui aggiunge refoli d'elettronica discreta e qualche risacca di field recordings.
Marco Zanotti ad offrirgli i colori e gli umori ritmici del sud del mondo (armeggiando mirabilmente fra bombo, pandeiro, calebasse e oggetti vari), Markus Stockhausen (col quale condivide un progetto d'esplorazione/dialogo, tra fiati ed elettronica) a porger tromba e flicorno in due brani.
Il resto è danza, a volte immobile, a volte liberatoria.
Architetture intime ed orizzonti vividi, mutevoli e attuali.
Nessun facile esotismo da quattro soldi.
C'è carne, tormento e gioia in “The Shore”.

http://www.kathodik.it/modules.php?name=Reviews&rop=showcontent&id=5769

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Letto 746 volte Ultima modifica il Domenica, 23 Novembre 2014 12:54